ALLENAMENTO, COSA FA LA DIFFERENZA

Approccio all’allenamento: dall’apprendimento della tecnica, all’espressione della forza.

Da sempre nel mondo del fitness si pensa alla quantità piuttosto che alla qualità.

C’è la convinzione di dover spingere grossi carichi in allenamento per avere risultati, senza dare importanza alla reale programmazione o peggio ancora a non tener conto della qualità del movimento sotto carico.

L’approccio che si nota da sempre in palestra è quello di fare del gran volume di lavoro, magari su un muscolo target, affinché il corpo reagisca a quello stimolo infiammatorio.

Si tende erroneamente a pensare che il lavoro è stato proficuo solo se nei giorni seguenti si avvertono i famosi Doms.

Nell’ambito specifico del Bodybuilding, e del mondo del fitness in generale, è usanza credere che più si spinge e più ci si allena, più il muscolo cresce, più lo si stressa e più si crea ipertrofia.

In realtà tutti gli adattamenti del corpo vengono sempre dettati ed imposti dal nostro SNC (sistema nervoso centrale) non solo dall’intensità con cui viene bersagliato un muscolo target.

Ciò che viene troppo spesso tralasciato è invece un elemento di fondamentale importanza:

Prima di essere forte, devi imparare ad essere bravo!

È fondamentale apprendere la tecnica corretta e ripetere lo stesso gesto con un’alta frequenza settimanale.

Questo ti condurrà a saper gestire il corpo sotto carico e ad innestare nel  tuo SNC uno schema motorio che farà da substrato per tutte le fasi successive .

Nello specifico, il muscolo migliorerà costantemente perché più diventi bravo in termini motori muovendoti sotto carico, più diventerai forte. Questo permetterà al tuo SNC di reclutare quante più unità motorie possibili.

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Più siamo bravi a muovere un carico in allenamento, procurando uno stressor all’interno del corpo, più saremo in grado di progredire diventando più forti utilizzando carichi maggiori.

Carichi maggiori mossi nel modo giusto, richiedono più unità motorie.

Più unità motorie saranno richieste, maggiori saranno, con il tempo, le fibre muscolari sollecitate.

Al tempo stesso, tali abilità porteranno costantemente a degli adattamenti del sistema nervoso e del sistema muscolare.

Con i giusti input, imparerai a capire, qual è il punto su cui focalizzarti per generare la massima forza e compiere quel movimento, con la tua linea di forza.

Allenarsi non vuol dire contrarre e “sentir lavorare quel muscolo” ma focalizzarsi sul gesto da compiere sapendo come farlo.

 È importante far si che l’allievo possa percepire qual è la sensazione che dovrà avere quando utilizzerà un carico, focalizzandosi a spingere in un determinato punto. 

Per fare ciò sarà utile cominciare ad apprendere gli input mediante la forza espressa contro un elastico.

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L’elastico infatti ti obbliga a dover vincere una resistenza continua e progressiva costringendoti a controllo, focus e percezione.

Questo porterà il tuo corpo ad apprendere la corretta esecuzione dell’esercizio, che è la base per una crescita muscolare.

Non pensare a quale muscolo target  attivare, pensa sempre al gesto da compiere.

Sarà il tuo cervello a reclutare i muscoli necessari per quel movimento durante l’allenamento.

Quando corriamo, pensiamo di contrarre il polpaccio o il quadricipite per fare il passo? O sentiamo in maniera automatica la necessità di mettere solo una gamba davanti all’altra? Riflettici!

Se ai miei allievi, in allenamento, dessi solamente dei comandi come “estendi la schiena” o “adduci le scapole”, non farei altro che dare loro input razionali che creerebbero un sovraccarico.

Questo non permetterebbe al loro corpo un lavoro sinergico.

Imporre un comando ad una persona per compiere un preciso gesto in tale modo, non permette alla persona stessa di capire, interiorizzare e imparare il movimento che gli si sta chiedendo di eseguire.

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La sua percezione interna, relativa ad una superfice con la quale è a contatto, e gli input verbali forniti, porteranno l’allievo/atleta a svolgere quel gesto in modo personalizzato aumentando la sua capacità di ascolto.

Così facendo si avrà un’impostazione tecnica corretta derivante dal proprio “sentire” e ogni soggetto riuscirà autonomamente a mettere il proprio corpo nella miglior condizione per muoversi.

Possiamo parlare di allenamento infatti quando il corpo:

Alla base di questo stimolo c’è il “come” prima del “quanto”.

Per imparare a muoverci bene dobbiamo mettere il corpo nella condizioni di usare:

  • La giusta tecnica, per massimizzare l’attivazione;
  • Il giusto carico per non perdere la tecnica;
  • La giusta programmazione  sul lungo periodo, personalizzata e finalizzata all’obbiettivo.

Attraverso la conoscenza e la consapevolezza del proprio corpo, potrai raggiungere un elevato standard di allenamento, con il quale sarà possibile centrare sempre il nuovo obbiettivo.

Qualunque esso sia, è solo questione di tempo, qualità e programmazione.

Scegli di allenarti, scegli di farlo bene!

Articolo a cura del Coach Marco Rossi

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