CELLULITE: NULLA E’ PERDUTO

“La cellulite è donna”?

Quante volte nella vostra vita vi è capitato di sentire questa frase.

A me spesso!

È proprio da qui che con gli anni ho scelto di approfondire questa tematica che affligge fisicamente e psicologicamente molte donne.

Ma perché la cellulite colpisce molto di più le donne anziché gli uomini?

Se dovessimo eseguire una risonanza magnetica di un tessuto adiposo sottocutaneo sia ad un uomo che ad una donna noteremo che i setti interlobulari (un tessuto connettivale che ha la funzione di nutrimento e riempimento tra muscolo e derma) nell’uomo decorrono pressoché orizzontali, mentre nella donna hanno un  andamento verticale (vedi immagine sopra).

Cosa genera questo?

La verticalità di questo tessuto connettivo impedisce l’aumento del volume delle cellule adipose in orizzontale. In poche parole, in una donna tende a crescere verso il piano superficiale sollevando la lamina connettivale del derma, lacerandola e generando quella che noi definiamo “cellulite’’. 

Quindi indipendentemente che una donna sia in sovrappeso o sottopeso può presentare questa alterazione visiva della pelle.

Ma si tratta sempre di “cellulite”?

Ebbene, la domanda è più che lecita, perché è importante sapere che esistono vari stadi di gravità della cellulite e per esperienza personale spesso ci si trova nella fase iniziale dove la si può gestire molto più facilmente di quello che crediamo.

Infatti tutto inizia con un ‘alterazione della microcircolazione sanguigna, che provoca di conseguenza un aumento eccessivo di acqua nello spazio interstiziale (spazio che si trova all’interno delle cellule e che è composto, appunto, dal liquido interstiziale).

Questo provoca un EDEMA, che può avere l’aspetto della “cellulite”.

L’edema è il primo stadio di infiammazione cutanea che se non preso in tempo può aggravarsi e portare alla cellulite, ma se preso in tempo è facilmente risolvibile.

cellulite

Che cosa causa l’edema?

I fattori che possono alterare la microcircolazione sanguigna sono molti e tutti riconducibili alle nostre abitudini quotidiane.

 

La sedentarietà e la scorretta attività fisica

vita-sedentaria

La causa più diffusa è sicuramente legata all’inattività fisica.

Una vita sedentaria provoca un’alterazione e un peggioramento della circolazione impedendo ai muscoli di contrarsi correttamente e quindi permettere alle “pompe” di far circolare il sangue in tutti i distretti.

Dall’altra parte un eccesso di attività può generare stadi infiammatori del tessuto (più faccio e più miglioro…non funziona).

È importante quindi seguire il giusto programma di allenamento.

Infatti l’edema si può presentare sia in persone ipotoniche, con un maggiore accumulo nell’interno coscia e all’interno delle braccia, sia in soggetti in buona forma fisica. Qui il tessuto risulta molto compatto e alla palpazione è duro e doloroso; si localizza principalmente su ginocchia, cosce e glutei.

 

– Cellulite e scorretta alimentazione

La seconda causa più diffusa è l’alimentazione scorretta e per scorretta intendo sia un’alimentazione ipocalorica che ipercalorica. Infatti non assumere le calorie adeguate al proprio fabbisogno, in entrambi i casi, porta ad un’alterazione biochimica dell’omeostasi nostro corpo.

Allo stesso modo anche alimentazioni non bilanciate e di bassa qualità portano ad una perdita di micronutrienti, e ci predispongono ad un aumento di peso e/o ad una perdita del tono muscolare, con un conseguente aumento della massa grassa.

La maggior parte dell’universo femminile inoltre ha sempre immaginato come nemico primario il sale: chissà perché debba essere proprio lui a provocare la loro ritenzione?

Come in ogni cosa, quello che introduciamo nel nostro corpo deve essere utilizzato nel giusto modo. Per quanto riguarda il sale, molte donne dichiarano di non usarlo, quando in realtà non considerano che tutti i cibi confezionati ed industriali contengono una quantità di sodio medio/alta.

Se a tutto ciò viene anche aggiunto del sale nei piatti, siamo di fronte ad un uso eccessivo rispetto al dispendio.

Il sale per chi fa attività contro resistenza con i pesi è un ottimo alleato e, se combinato con un apporto idrico adeguato al peso e alle calorie ingerite, aiuta proprio a limitare i danni del tessuto connettivo precedentemente descritto.

 

– Cellulite, stress e sonno irregolare

Spesso sottovalutati, questi due fattori, incidono fortemente sul nostro benessere sia fisico che psicologico. Uno stress cronico e un sonno irregolare o del tutto assente provocano conseguenze importanti, prima fra tutte l’aumento della sensibilità insulinica che a sua volta crea stadi infiammatori.

Può verificarsi un aumento del senso di fame, il fisico non riesce ad avere un recupero ottimale e si possono addirittura verificare sbalzi ormonali, come ad esempio l’aumento del cortisolo che se non tenuto sotto controllo, aumenta la possibilità di infiammazione nel cronico.

 

– Problemi genetici di cattiva circolazione

Ad affiancare lo stile di vita sbagliato ci potrebbe anche essere una predisposizione genetica.

 

– Cellulite e terapie ormonali 

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Gravidanze ed uso della pillola anticoncezionale alterano il quadro generale ormonale, dove l’aumento di progesterone può provocare un aumento della pressione sanguigna, che insieme all’aumento di peso provocato sempre dalla terapia, genera dei meccanismi che portano al peggioramento della circolazione.

 

– Cellulite e problemi posturali 

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Da un punto di vista posturale l’attenzione ricade sul sistema CONNETTIVO. Questa fascia ricopre i vari strati attorno a muscoli, al grasso e tra di essi. Molte volte queste fasce  risultano accorciate e contratte. La soluzione sono esercizi di rilascio miofasciale e stretching globale che aiutano a “rilassare” questa guaina.

Un altro elemento che potrebbe incidere a livello posturale è il DIAFRAMMA. Questo muscolo, che si trova all’altezza dello sterno, viene spesso dimenticato e non allenato. Grande errore, perché fa proprio da punto di congiunzione tra la parte superiore ed inferiore del corpo. Allenarlo, infatti, attraverso la respirazione diaframmatica, può essere molto utile per migliorare la circolazione sanguigna.

Infine, ma non meno importante, i nostri piedi! Passiamo almeno la metà della nostra giornata in piedi, fermi o camminando, e tutto il peso del nostro corpo si riversa proprio qui. Spesso usiamo scarpe che non ci permettono un corretto movimento meccanico del piede che col passare degli anni ostacola l’afflusso di liquidi verso l’alto, compromettendo proprio la pompa plantare che spinge la circolazione venosa di ritorno e linfatica.

Queste sono alcune delle cause che principalmente portano alla formazione di un edema.

Ciò che oggi dobbiamo però tenere bene a mente è che l’edema è facilmente reversibile.

Infatti si tratta solo di modificare e migliorare abitudini del nostro stile di vita.

Iniziare ad allenarsi e mangiare secondo il nostro fabbisogno, eliminando le abitudini malsane, porta di conseguenza ad un abbassamento dello stress, al miglioramento del sonno e alla risoluzione di problemi posturali.

Tutto è collegato.

A volte basta veramente poco per fare grandi e importanti cambiamenti!

Se si dovesse trascurare questa fase iniziale della cellulite, si potrebbe arrivare a degli stadi molto più gravi dai quali difficilmente si potrà tornare indietro.

 

Gli stadi evolutivi della cellulite

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Lo stadio 2, successivo all’edema, è caratterizzato da un’ulteriore diminuzione degli scambi dei nutrienti tra le cellule e questo comporta un ristagno di tossine e una conseguente formazione di micronoduli (stadio 3) che ostacolano gli scambi metabolici, causando una distruzione progressiva del tessuto connettivo del derma.

Ricordiamoci, come detto all’inizio, che i setti tubolari delle donne si sviluppano in verticale e questo porta alla formazione della “ buccia d’arancia”.

Il quarto stadio è quello peggiore, dove questi micronoduli si trasformano in macronoduli percepibili alla palpazione.  A causa dell’aumento ulteriore dell’infiammazione, viene prodotto maggiore collagene per rendere più resistente il tessuto e per questo si crea un trama che ostacola la circolazione: la fibrosi del tessuto connettivo.

A questo stadio l’aspetto della pelle a  “ buccia d’arancia”  è molto marcato, la pelle è pallida, fredda e dolorosa al tatto.

Per evitare quindi di arrivare a questi ultimi stadi, la miglior cosa è la prevenzione indicata da esperti e non il classico “fai da te”.

In alimentazione togliere o aumentare drasticamente il cibo senza un criterio, può solo che peggiorare la situazione. La soluzione, come detto, è quella di bilanciare correttamente calorie, acqua e sodio.

Quanto all’allenamento è sicuramente importante non essere sedentari, fare attività fisica e allenarsi ma tutto questo svolto con un senso logico, affidandosi quindi a chi conosce esattamente le dinamiche biochimiche generate dallo stress allenante e facendo le cose per gradi, affinché non si peggiori lo stato infiammatorio.

Ora che avete chiare le cause e vi abbiamo fornito delle soluzioni, non vi resta che scegliere di agire.

Articolo a cura del Coach Mingon Eleonora

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